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I MONUMENTI DI CAPUA
La cappella fu commissionata nel luglio del 1528 da Ludovico Montalto duca di Fragnito, succeduto a Giovanni Longo, marito di Maria Lorenza, nella carica di reggente collaterale della Cancelleria degli Incurabili. Ludovico era membro della confraternita di Santa Maria del Popolo costituita da aristocratici napoletani che beneficiavano delle indulgenze papali in cambio di servizi e lasciti di danaro. I lavori iniziarono con grande ritardo se solo nel 1592 i Governatori della Santa Casa aprirono un conto presso il Banco del Popolo per la costruzione della cappella gentilizia e commissionarono a Paolo Cimino un modello di legname fatto per essi della Cappella da farsi in questa S. Casa delli Sig.ri Montalti. La direzione dei lavori fu molto probabilmente affidata agli architetti Vincenzo della Monaca e Costantino Avallone. La cappella, a pianta rettangolare, situata sul lato sud- est del cortile dell’Ospedale, presenta ancora oggi le opere con cui fu originariamente decorata. I notevoli affreschi negli scomparti rettangolari del soffitto (Storie della Vergine) e nelle unghie e lunette della volta ( Profeti e Virtù) , eseguiti tra la fine del 1599 ed il 1600-1601 dal siciliano Luigi Rodriguez, mostrano un forte debito verso la maniera di Belisario Corenzio e verso il filone decorativo proposto a Napoli dal Cavalier d’Arpino nella Sagrestia della Certosa di San Martino (1596-1597). In un documento di pagamento inerente la cappella si legge il nome di Giovan Antonio Dosio quale ideatore della decorazione marmorea, ma l’esecutore fu certamente Andrea Sarti di Carrara, menzionato più volte nei documenti ( 1593-1599) ed autore del monumento funerario di Ludovico Montalto. Girolamo D’Auria scolpì la Madonna di marmo bianco finissima alta palmi 6 collocata sull’altare; gli Angeli portavaso, provenienti dall’altare maggiore della Chiesa, risalgono agli anni ’10 del Seicento e sono di mano di Tommaso Montani, Giovan Domenico Monterossi, Vitale Finelli. Alla metà del Settecento gli eredi del defunto Montalto avviarono un programma di rinnovamento della cappella; venne sostituito l’altare cinquecentesco del Sarti , Antonio Pistola (doc. 1755) rimodernò la decorazione plastica con stucchi dipinti e Giovan Battista Rossi nel 1758 eseguì le tele oggi ricoverate nella Farmacia degli Incurabili (L’Adorazione dei Magi, L’Adorazione dei Pastori, La Presentazione al tempio, La Fuga in Egitto, San Cosma e San Damiano).