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I DISPERSI
Altri dipinti sono soltanto passati temporaneamente per la Farmacia e lì fotografati negli anni Settanta , anche se trasferimenti successivi ne hanno probabilmente provocato la dispersione: un olio su tavola raffigurante S. Sebastiano, di scuola lombarda (XVI secolo), e una Visitazione (XVII secolo) provenienti da Santa Maria della Pace. Un San Sebastiano seicentesco,un Arresto di Pietro (XVII secolo), una Madonna delle Grazie (XVI secolo) ed una S. Caterina (XVI secolo) sono soltanto descritte nelle schede degli anni Trenta, ma non se ne conoscono riproduzioni fotografiche: altre probabili vittime della dispersione postbellica: dell’ Assunzione di Andrea Malinconico e della Battaglia di Domenico Gargiulo, in Farmacia almeno dagli anni Trenta e lì fotografati negli anni ’80, sappiamo che sono stati trafugati. L’incoronazione della Vergine, dipinta da Agostino Beltrano nel 1649, restaurata recentemente, attende di tornare in Ospedale. Non rispondono all’appello invece i giovani martiri San Lorenzo e Santo Stefano dipinti da G.B.Spinelli per gli Incurabili.
La storia del rapporto tra salute e cittadinanza, leggibile solo attraverso i manufatti ad essi appartenenti, è parte essenziale della storia della cultura e dell’arte napoletane e soltanto un censimento dell’intero patrimonio sanitario può aiutare a guarire le ferite di una dispersione che una Farmacia può solo in parte contenere.