Antonio Sementini nella Pazzeria degli Incurabili

  • Antonio Sementini nella Pazzeria degli Incurabili

     

    imm01Introduzione

    Ha diciassette anni Antonio Sementini, quando nel 1760  inizia il corso di laurea nell’antico Ospedale degli Incurabili. Studia medicina e vive con i malati; le loro stanze e le loro giornate sono anche le sue. Vede bussare alla grande porta i luetici, i tisici, i matti, i poveri, i deformi. A volte li vede ripartire dopo le cure, più spesso li vede morire.

    Il suo maestro è Domenico Cotugno, medico, uomo di scienza, che gli insegna ad osservare senza pregiudizi il paziente, ad ascoltarlo analizzandone con attenzione i sintomi, a seguirne la storia in vita ed anche oltre, chiedendo al corpo in sala settoria di svelarne i suoi segreti. Da Cotugno impara a stare con il malato, a condividere i suoi spazi, ad entrare in relazione con lui quale persona viva e non passivo oggetto di studio.

    Antonio Sementini è immerso in un’atmosfera che vede fondersi insieme gli stimoli e le motivazioni della Scuola Medica Napoletana con il dolore, a volte contagioso, dei malati che vivono a stretto contatto dei medici.

    Il giovane, arrivato da Mondragone, che diventerà presto primo assistente medico degli Incurabili e poi professore di fisiologia, dedica i suoi primi anni di studi e di lavoro ai malati della Pazzeria. Lo fa con la curiosità,la passione,la tensione etica del ricercatore.

    Siamo nel 1760 e nell’Ospedale ci sono un reparto maschile ed uno femminile, che ospitano fino a 200 pazienti con disturbi mentali organici e funzionali, a quel tempo classificati nei grandi gruppi diagnostici dei maniaci,dei malinconici e dei fatui.

    I pazienti sono affidati ad un infermiere, il maestro dei matti, che corregge i comportamenti ritenuti immorali secondo i valori borghesi della seconda metà del settecento: l’ozio e la mancanza di ragione in cima a tutti.

    Per i matti è ancora il tempo delle catene e delle battiture, dei bagni freddi e delle diete estreme, dell’elleboro nel migliore dei casi, dei cortei di carnevale fuori le mura per allietare e rassicurare con la loro diversità i “ i normali”.

    Antonio Sementini studia la letteratura scientifica del suo tempo e conosce il dibattito filosofico sul rapporto mente corpo, sicuramente ha letto i testi pionieristici dei medici degli Incurabili Tozzi e Zacchia con i capitoli dedicati ai matti dell’Ospedale. Soprattutto osserva con spirito libero   da qualunque condizionamento quei malati, interagisce con loro, prova a curarli e arriva così a 23 anni a scrivere il primo testo medico italiano che tratta in modo specifico e sistematico le patologie mentali e più in generale la vita psichica dell’individuo. La profondità di alcune intuizioni fanno dedurre una visione del matto come diverso ma che non lo pone fuori dallo spettro delle espressioni umane della sofferenza e del dolore. Il medico napoletano matura ,quasi in solitudine , la consapevolezza di trovarsi a contatto con persone enigmatiche ma con le quali interagire è possibile e cercare di cogliere il senso della loro condizione necessario per ricercare una cura.

     

    Breve delucidazione della natura e varietà della pazzia.      

    imm04Pubblicata nel 1766 l’opera di Sementini è una viva e palpitante sfida alla complessità. Dal campo di osservazione privilegiato, per numero e varietà dei casi, che è la Pazzeria degli Incurabili di quegli anni, il giovane medico propone di slancio le sue tesi. Lo fa nella dimensione argomentativa della discussione scientifica che si anima di interlocutori ora medici contemporanei ora filosofi medici depositari del sapere antico sopravvissuto nei secoli quali Ippocrate e Galeno. Il lavoro di ricerca è sempre orientato alla prospettiva medica di cura e non alla semplice correzione dei comportamenti dei matti, ottica prevalente del suo tempo.

    Attraverso la psicopatologia Sementini cerca luce ,da fisiologo, sul funzionamento della mente, sul rapporto mente corpo, sul ruolo delle emozioni nella volontà, nell’apprendimento e nella memoria con una profondità da neuroscienziato ante litteram.

    La prima fondamentale osservazione è che in sala settori a non si riscontrano quelle lesioni encefaliche ipotizzate quali cause dei disturbi mentali “Si troverà per avventura delusa l’aspettativa di alcuno, che dall’oculare osservazione dei Matti sperato avrebbe il rischiaramento del fondamento della loro malattia”. La nascente anatomia patologica che annovera l’italiano Morgagni tra i fondatori è avara di informazioni scientifiche per i medici che si occupano dei “più lacrimevoli dei mali ”.

    L’altra osservazione più strettamente clinica,da empirista medico, è che all’interno delle categorie nosografiche della malinconia e della mania le espressioni sintomatologiche sono diverse e variabili nel tempo e che variegate sono anche le costituzioni fisiche dei malati.

    Sono sorprendentemente le stesse coordinate teoriche che caratterizzeranno ed illumineranno trent’anni dopo nell’ultimo decennio del 700 il lavoro clinico di Philip Pinel alla Salpetrier ed a Bicetre come riportato nel Traité medico-philosophique sur l’alteration mental ou la manie (Parigi 1801).

    La bile nera ,fredda e secca, tornata in auge nel dibattito europeo, non è la noxa patogena della melanconia che pure ne porta i segni già nel nome (μέλας “nero” e χολή “bile”) quale traccia di un sapere antico sedimentato nei secoli.

    imm05Sementini sul tema arriva a sfidare, il famoso medico olandese Hermann Boerhave con il quale pure condivide la teoria del fluido dei nervi messaggero del cervello in campo fisiologico “Io invito Colui nel nostro spedale dei Matti ad osservarne ad occhio veggente tanti non pallidi, o lividi, ma colorati e vivaci; di polso non lento ma spedito; di tatto non freddo, ma caldo qual suole nei sani;di appetito non prostrato,ma qual nei robusti e sani svegliato, e vigoroso,anzi accresciuto sovente; non torbidi finalmente ma vegeti anzi e agili”.

    Forte dell’osservazione e dell’impegno clinico Sementini ribalta conoscenze e pratiche consolidate.I disturbi digestivi anche se possono ulteriormente incupire il soggetto sono l’effetto della malinconia non la cagione: le terapie evacuative pertanto l’ elleboro , i purganti ,i salassi e le diete estreme non sono curativi per i malinconici e a volte addirittura pericolosi.
    Utile per i melanconici invece l’attività fisica come già prescritto da Ippocrate e piccole dosi di vino.

    L’oppio preparato nella Spezieria andava utilizzato in dosi minori nei malinconici per non aggravarne la condizione di rallentamento psicomotorio,il sonno andava agevolato in quanto utile a spezzare i pensieri fissi dei malati come già rilevato da Tozzi medico degli Incurabili nella Medicina pars altera practica del 1686*.

    Gli affetti, le passioni che si accompagnano ad un’idea,ad un’azione ad un ricordo di un evento esterno rendono questi contenuti più radicati nella mente e possono determinare la fissazione di un ricordo ed essere alla base della psicopatologia di un furioso maniacale o della polarizzazione su un’unica idea di rovina ,fallimento o colpa del malinconico.

    imm02Sementini analizza con grande chiarezza le diverse manifestazioni dell’accelerazione ideomotoria dei pazienti maniacali. Particolarmente raffinata è la rappresentazione della fuga delle idee “Imperocché lo spirito ,dalle cagioni esterne mosso a pensar su di loro,alla

    loro azione non reagisce ,né a considerar si ferma il medesimo soggetto,ma è visibilmente forzato a percepire successivamente le idee di cose che niuna scambievole relazione anno; ed è si chiaramente necessaria tal successiva percezione che l’azione degli oggetti esteriori sugli organi dei sensi è meno efficace della cagione interiore che tale incoerente intelligenza produce”.
    L’opera del giovane medico riporta l’appassionata ricerca dei segreti alla base dei processi mentali coscienti ed automatici e rimarca il peso della “ fisiologia delle emozioni” nell ’apprendimento e nella memoria , intuizione che è al centro del dibattito neuroscientifico moderno.

    L’opera prende, fin dall’inizio, le distanze dal sapere speculativo cartesiano:non esiste solo il pensiero cosciente e non c’è dualismo: certamente la mente ha il suo “ serbatoio” di materia nel cervello. Anche i pensieri più “incorporei” elevati ed astratti dei filosofi e dei matematici sono “ iscritti nel corpo , scolpiti nel cervello “che lavora con le immagini mentali ,rappresentazioni dei percetti delle cose,presenti nelle sue stanze. Il libero scambio e la libera comunicazione delle idee impresse nelle stanze , coartati nella malinconia e nella mania, è alla base della “ragione

    imm03Sementini sa, per ciò che ha osservato e ascoltato con attenzione dai suoi malati nell’Antico Ospedale degli Incurabili, che esiste un’attività mentale complessa, sotto la soglia della coscienza durante il sonno: dai sogni ai gesti ai discorsi anche dotati di senso.

    Riporta il caso da lui osservato di un soldato che di notte con gesti ed urla riviveva il trauma della morte del compagno a cui aveva assistito o fa l’esempio del giocatore incallito che di notte mima l’atto di giocare a carte.

    Nell’opera del 1766 si delinea una concezione moderna della vita mentale con la nascente consapevolezza dell’importanza degli eventi di vita nella loro intensità e qualità emotiva, sperimentati soggettivamente attraverso le” immagini mentali delle cose” non solo ad un livello cosciente e modificabile dalla volontà.

    Pagine ricche di intuizioni di fisiologia, neurologia, psicologia, psicopatologia che hanno forse alleviato i giorni ed il lavoro doloroso del giovane medico degli Incurabili con i malati della Pazzeria e che sono, ancora oggi , per noi fonte di “passioni” e di illuminanti visioni scientifiche.

     

    A cura di Flavio Di Benedetto, psichiatra
    Museo delle Arti Sanitarie, il Faro di Ippocrate

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    *Opera ricchissima di sapere medico e filosofico ;   sul sonno riporta la posizione di Paracelso che lo considera di aiuto immediato in ogni malattia ed il maggior arcano in medicina e la fulminante frase di Seneca “Tu o sonno, domatore dei mali,quiete dell’animo,parte migliore dell’umana vita”