Sulle orme del medico-santo

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    GIUSEPPE MOSCATI,
    UNA PROCESSIONE TRA SCIENZA E FEDE:
    SULLE ORME DEL MEDICO-SANTO
    DAGLI INCURABILI AL GESÙ NUOVO
    MERCOLEDI 15 NOVEMBRE 2017
    ORE 17
    (Punto d’incontro cortile dell’ospedale degli Incurabili)

    In occasione dell’anniversario della traslazione del corpo, i Padri gesuiti del Gesù Nuovo e i responsabili del Museo delle arti sanitarie di Napoli ricorderanno la figura di san Giuseppe Moscati con un evento particolare: un’inedita processione che unirà fede e scienza esattamente come aveva fatto nella sua vita il “medico-santo”. Un percorso che sarà anche un momento di conoscenza della storia dei luoghi dove il leggendario clinico – nato a Benevento da una famiglia irpina ma cresciuto a Napoli – mosse i suoi passi prima da brillante studente e poi da stimato docente.
    La passeggiata si muoverà alle 17 di mercoledì dal cortile della cinquecentesca cittadella sanitaria degli Incurabili – l’ospedale dove si formò e divenne primario e straordinario maestro – per poi proseguire verso il palazzo dove aveva l’abitazione e il suo studio privato (in via Cisterna dell’Olio) e infine raggiungere la sua ultima dimora: la tomba nella chiesa del Gesù Nuovo, che ancora oggi è oggetto di pellegrinaggi da tutta Italia, come ricorda il parroco Padre Sibilio. L’evento si concluderà con una messa speciale, prevista per le 18,30 che sarà presieduta da monsignor Andrea Manto (responsabile della Pastorale sanitaria di Roma).
    Dunque un itinerario ricco di suggestioni e di rimandi: se nel tempio di piazza del Gesù si celebra il Moscati santo, infatti, nel museo di Caponapoli si ricorda il Moscati medico e scienziato. E in entrambi i luoghi, come è noto, è possibile ammirare delle importanti esposizioni di oggetti e documenti, in particolare le sale a lui dedicate nel museo saranno eccezionalmente aperte (gratuitamente) per la manifestazione, sia il giorno 15 (dalle 14 e sino a inizio processione) sia giovedì 16 mattina (su prenotazione).
    Venerato da santo e adorato in vita, Moscati divenne una leggenda molto prima di raggiungere i cieli grazie alle sue straordinarie capacità professionali e anche all’eccezionale senso della carità e della generosità che mostrò sempre nei confronti chi si trovava in difficoltà. Un’ottica del cuore ben sintetizzata in una lettera inviata ad un giovane collega medico, il dottor Giuseppe Biondi, il 4 settembre 1921: «Ricordatevi che, seguendo la medicina, vi siete assunto la responsabilità di una sublime missione. Perseverate, con Dio nel cuore, con gli insegnamenti di vostro padre e di vostra mamma sempre nella memoria, con amore e pietà per i derelitti, con fede e con entusiasmo, sordo alle lodi e alle critiche, tetragono all’invidia, disposto solo al bene».
    A rievocare la figura del medico-santo è il professor Gennaro Rispoli, storico della medicina e fondatore del Museo delle Arti sanitarie: «Moscati trascorreva più tempo nell’Ospedale degli Incurabili che non nella propria abitazione in via Cisterna dell’Olio. Sotto la sua direzione la Terza medicina uomini era gremita dagli studenti del suo corso di Clinica Medica. Allievi – aggiunge il chirurgo – che oltre seguirne le lezioni di Anatomia nella sala autoptica, lo attorniavano e lo seguivano sino alla sua abitazione. E proprio l’immagine di quel piccolo corteo che scendeva quotidianamente tra le viuzze di Caponapoli ci ha dato l’idea di ripercorrere l’affollato rientro a casa del maestro, un “cammino” di conoscenza e di riflessione tra i luoghi simbolo della cultura medica napoletana. Dopo un primo esperimento – conclude lo studioso partenopeo – ora la passeggiata tra scienza e fede sulle orme di Moscati è diventata un appuntamento atteso. Un evento che quest’anno si aggancia pure alla mostra sulla Grande Guerra che abbiamo allestito con il Corpo militare della Croce rossa italiana, perché durante il conflitto il professor Moscati si distinse come responsabile dell’assistenza e la cura dei militari».
    Morto nel 1927, a soli 46 anni, Moscati è stato dichiarato beato il 16 novembre del 1975 da papa Paolo VI; e il 25 ottobre 1987, a sessanta anni dalla morte, in piazza San Pietro papa Giovanni Paolo II lo proclamò santo. Dirà nell’omelia il pontefice: «Per indole e vocazione il Moscati fu innanzitutto e soprattutto il medico che cura: il rispondere alle necessità degli uomini e alle loro sofferenze fu per lui un bisogno imperioso e imprescindibile. Il dolore di chi è malato giungeva a lui come il grido di un fratello a cui un altro fratello, il medico, doveva accorrere con l’ardore dell’amore. Il movente della sua attività come medico non fu dunque il solo dovere professionale, ma la consapevolezza di essere stato posto da Dio nel mondo per operare secondo i suoi piani, per apportare quindi, con amore, il sollievo che la scienza medica offre nel lenire il dolore e ridare la salute».
    Moscati fu sepolto nel cimitero napoletano di Poggioreale dove rimase sino al 16 novembre 1930, quando l’arcivescovo di Napoli concesse il trasferimento dei resti nella chiesa del Gesù Nuovo, traslazione che ebbe luogo tra due imponenti ali di folla e in un clima di forte commozione.

     

    ITINERARIO PREVISTO:
    Via Maria Longo, Rampa Maria Longo, Vico Luigi De Crecchio, Via Del Sole (Policlinico), Piazza Miraglia, Vico S. Pietro a Maiella, Via Port’Alba, Piazza Dante, Via Roma, Via Cisterna dell’Olio (casa del Santo), Piazza del Gesù, Chiesa del Gesù Nuovo

     

    INFO:
    Tel. 081-5578111 – mail: parroco@gesunuovo.it
    Prenotazioni Museo delle Arti Sanitarie:
    tel. 081-440647 – mail: info@ilfarodippocrate.it