Dall'alchimia alla farmacologia

Con alchimia si indica un insieme di pratiche tra loro molto differenti, quali la trasmutazione dei metalli, la fabbricazione di pietre preziose artificiali, la preparazione dell’elisir e di medicine dalle straordinarie proprietà terapeutiche, come la quintessenza e l’oro potabile. Essa sfugge a una definizione univoca ed è oggetto di interpretazioni tra loro divergenti. In età premoderna i confini tra alchimia e chimica erano piuttosto labili: trasmutazione dei metalli e preparazione di potenti medicine erano spesso praticate insieme ad attività di distillazione, produzione di tinture, smalti e affinamento di metalli. Anche se gli alchimisti adottavano pratiche di laboratorio e strumenti non dissimili da quelli usati da chi lavorava i metalli o preparava farmaci, l’alchimia aveva una sua specificità che la distingueva dalla chimica pratica, poiché adottava dottrine filosofiche e religiose, un linguaggio simbolico e tecniche di occultamento.

Con alchimia si indica un insieme di pratiche tra loro molto differenti, quali la trasmutazione dei metalli, la fabbricazione di pietre preziose artificiali, la preparazione dell’elisir e di medicine dalle straordinarie proprietà terapeutiche, come la quintessenza e l’oro potabile. Essa sfugge a una definizione univoca ed è oggetto di interpretazioni tra loro divergenti. In età premoderna i confini tra alchimia e chimica erano piuttosto labili: trasmutazione dei metalli e preparazione di potenti medicine erano spesso praticate insieme ad attività di distillazione, produzione di tinture, smalti e affinamento di metalli. Anche se gli alchimisti adottavano pratiche di laboratorio e strumenti non dissimili da quelli usati da chi lavorava i metalli o preparava farmaci, l’alchimia aveva una sua specificità che la distingueva dalla chimica pratica, poiché adottava dottrine filosofiche e religiose, un linguaggio simbolico e tecniche di occultamento.