MAS Museo Arti Sanitarie e Farmacia Storica
DALL’ALCHIMIA ALLA FARMACOLOGIA

La magia naturale, che ebbe il suo più illustre esponente napoletano in Giovan Battista della Porta, costituiva la modalità d’indagine della natura durante il Rinascimento, era improntata alla osservazione e al tentativo di decriptare i “secreta” della natura attraverso attività che presumevamo di incidere sulla medesima, trasformandola. Si distinguevano, dunque, l’alchimia metallurgica un insieme di pratiche tra loro molto differenti, volte ad ottenere la trasmutazione dei metalli e la fabbricazione di pietre preziose artificiali, e l’alchimia farmacologica intenta alla preparazione di elisir e di rimedi terapeutici, come l’oro potabile, realizzati attraverso la manipolazione dei minerali. Essa sfugge a una definizione univoca ed è oggetto di interpretazioni tra loro divergenti.
Spesso, ma non sempre, nel medesimo laboratorio l’alchimista era intento ad opere di trasmutazione dei metalli e preparazione di potenti medicine attraverso attività di distillazione, produzione di tinture e smalti.
La ricostruzione di un antro alchemico consente al visitatore di immergersi nel contesto d’indagine scientifica del XVI secolo.
La fioritura di numerose accademie a Napoli, favorì la diffusione dei nuovi approcci metodologici d’indagine della natura improntati all’empirismo e razionalismo che spianarono la strada al metodo sperimentale di Galileo.
Dal XVIII secolo lo studio e la sperimentazione sul mondo minerale abbandona il metodo conoscitivo della magia naturale per approdare ad un sistema rigoroso di formulazione d’ipotesi, verifica ed elaborazione di una legge scientifica.
Quindi, la pratica alchemica viene superata dalla chimica moderna di cui Lavoisier pubblica nel 1792 il “Trattato elementare” che diviene fondamento della farmacologia settecentesca.
Un allestimento dedicato alla storia del farmaco è costituito da elementi di diversa natura, dalla riproduzione fedele dei vasi alchemici di Giovan Battista della Porta, ai numerosissimi vasi e contenitori di farmaci di diversa foggia, agli strumenti per la produzione di pillole e supposte, fino alle prime confezioni e locandine pubblicitarie che attestano l’ultimo passaggio dalla produzione artigianale del farmaco ad opera dello speziale alla produzione di presidi terapeutici di sintesi dell’industria farmaceutica. I reperti sono esposti nelle stigliature della ottocentesca Farmacia Fra Nicola e della novecentesca Farmacia Irolla, realizzate dall’estro creativo di abili ebanisti campani, secondo i canoni stilistici delle due epoche.
La collezione è visitabile su appuntamento contattando: info@ilfarodippocrate.it – tel. 081440647