Antichi ferri e vecchi Maestri

Ferri antichi, stampe anatomiche e strumenti medici d’epoca. Sono oltre cento gli oggetti esposti in nove bacheche e illuminati agli occhi dei visitatori da una bellezza nata dall’eleganza della funzione e dalla ricercatezza dei materiali con cui artigiani sapienti li forgiarono per gli occhi e le mani di medici che proprio in quei luoghi fondarono per intuito, moderazione, disciplina e rigore la Scuola Medica Napoletana. Marco Aurelio Severino, Quadri, Chiari, sino a Moscati e Cardarelli esercitarono l’arte di guarire tra queste antiche mura. Gli oggetti raccolti con pazienza e passione da Gennaro Rispoli, chirurgo dell’ASL Napoli 1 Centro, sono frutto di una lunga ricerca e del desiderio di raccontare la storia di una scienza in cammino che vide in questo ospedale protagonisti di spessore europeo. Qui si comprende come la dissezione anatomica favorì la conoscenza e come dalla comprensione della malattia e della salute nasca la comprensione di innumerevoli problemi sociali. Tra poveri, malati incurabili, la piaga della sifilide, della peste ed una fiorente attività di ostetricia trovò culla non solo la medicina ma il fiorire di tutte le arti sanitarie. Qui la storia incontra la malattia e l’arte lenisce il dolore per lo stupore e l’incanto di chi osserva attraverso i fatti del dolore e della malattia la storia della città. Macchine anatomiche del Settecento in cartapesta e stampe mediche testimoniano la vocazione per la dissezione fine dell’anatomia; farmacie portatili, antichi microscopi accanto a clisteri d’epoca raccontano l’evoluzione di una scienza e i suoi riflessi sulla società.

Ferri antichi, stampe anatomiche e strumenti medici d’epoca. Sono oltre cento gli oggetti esposti in nove bacheche e illuminati agli occhi dei visitatori da una bellezza nata dall’eleganza della funzione e dalla ricercatezza dei materiali con cui artigiani sapienti li forgiarono per gli occhi e le mani di medici che proprio in quei luoghi fondarono per intuito, moderazione, disciplina e rigore la Scuola Medica Napoletana. Marco Aurelio Severino, Quadri, Chiari, sino a Moscati e Cardarelli esercitarono l’arte di guarire tra queste antiche mura. Gli oggetti raccolti con pazienza e passione da Gennaro Rispoli, chirurgo dell’ASL Napoli 1 Centro, sono frutto di una lunga ricerca e del desiderio di raccontare la storia di una scienza in cammino che vide in questo ospedale protagonisti di spessore europeo. Qui si comprende come la dissezione anatomica favorì la conoscenza e come dalla comprensione della malattia e della salute nasca la comprensione di innumerevoli problemi sociali. Tra poveri, malati incurabili, la piaga della sifilide, della peste ed una fiorente attività di ostetricia trovò culla non solo la medicina ma il fiorire di tutte le arti sanitarie. Qui la storia incontra la malattia e l’arte lenisce il dolore per lo stupore e l’incanto di chi osserva attraverso i fatti del dolore e della malattia la storia della città. Macchine anatomiche del Settecento in cartapesta e stampe mediche testimoniano la vocazione per la dissezione fine dell’anatomia; farmacie portatili, antichi microscopi accanto a clisteri d’epoca raccontano l’evoluzione di una scienza e i suoi riflessi sulla società.